Walter Marocchi Mala Hierba
Non esistono confini nella musica. Al contrario, la storia insegna che tutta la musica, e soprattutto quella sterminata forma d’arte che si definisce “musica popolare”, trae le sue origini proprio dal superamento dei confini geografici e culturali.
Così come non esistono barriere tra differenti generi musicali; esistono soltanto, a volte, barriere tra chi suona, o chi ascolta.
Mala Hierba, quartetto fondato e guidato dal chitarrista e compositore Walter Marocchi, nasce e si sviluppa primariamente da questi due assunti: da qui matura il desiderio di mescolare radici rock-blues con la linfa del linguaggio del jazz e di seminare il tutto sul terreno più vasto possibile, quello della musica etnica; senza tralasciare il gusto per l’azzardo, la passione per l’improvvisazione, la ricerca di un contatto tra forme musicali che altro non sono che diverse “fioriture” dello stesso seme.
Dal 2007 Walter Marocchi e Mala Hierba propongono sui palchi di numerosi club e rassegne uno spettacolo a base di “jazz, rock, tango ed altre impollinazioni”. E Impollinazioni è anche il titolo del primo album del quartetto, pubblicato nel 2009 da Ultra-Sound Records, e premiato nello stesso anno al M.E.I. come Miglior Album Strumentale Italiano.
Della loro musica si vocifera che sia in grado di offrire viaggi dalle sponde del Naviglio a quelle del Rio de la Plata con fermate in postriboli parigini, bagni turchi, favelas e fumosi jazz-club newyorchesi. Ma al di là della geografia Mala Hierba è un esperimento all’insegna dell’originalità, della libertà espressiva e della contaminazione, filtrato dalla sensibilità di quattro musicisti che amano uscire dagli schemi.
Fabrizio Mocata ha vinto diversi concorsi di musica jazz e classica come miglior interprete e miglior nuovo talento.
Ha studiato con maestri del calibro di Bruno Tommaso, Franco D'Andrea, John
Taylor, ed ha collezionato svariate collaborazioni con importanti jazzisti
(Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Piero Odorici, John Helliwell, Gary Novak, Ron Getz); suona con
l'ensemble Rojo Porteno con il quale propone un repertorio dedicato ad Astor
Piazzolla; nel 2005 la collaborazione con il cantautore Povia gli permette
di suonare in importantissimi eventi musicali (Live8 presso il Circo Massimo
a Roma, MTV live a Siracusa e molti altri.) Collabora come musicista ma anche
come compositore/arrangiatore nel disco del Marco Lo Russo quartet "Mediterranean accordion" pubblicato da Raitrade. Il suo nuovo progetto è “Puccini Moods”, in trio con Gianmarco Scaglia e Ettore Fioravanti.
Carlo Ferrara ha compiuto studi classici, ottenendo il diploma di chitarra classica presso il conservatorio di Riva del Garda. Suona il basso elettrico dagli anni ' 90 in molte formazioni di Milano e dintorni, sperimentando blues,funky,jazz e rock: dai Grande (reggae-pop) ai Supernova (acid-jazz), ai Cherry Pie, uno dei gruppi blues-rock più quotati del nord Italia.
E' tecnico del suono professionista e in questa veste ha lavorato con Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Massimo Moriconi, Alberto Rocchetti, Elio E Le Storie Tese, Morgan.
Studia e sperimenta dal 2007 il basso a corde doppie ed è tra i pochi
musicisti in Italia a utilizzarne un tipo a 10 corde.
Stefano Lazzari ha studiato batteria alla "Thelonious" di Vicenza, sotto la guida di Gianni Bertoncini, e al CPM di Milano, dove ha studiato tra gli altri con Walter Calloni e Massimo Colombo. Ha partecipato ai seminari di John Riley della "Manhattan School of Music" di
New York, ed ha frequentato diversi corsi di musica d'insieme, teoria e armonia
(con Michele Quaini, Alessandro Bianchi, Robert Bonisolo, Garry Dial, Billy
Harper). Ha suonato con Giancarlo Schiaffini, Matteo Pennese, Massimo Falascone, Evan Parker, Fandango, Corte Taverna. E’ il batterista della FOG Orchestra di Milano, con cui propone spettacoli sulle più celebri colonne sonore cinematografiche, sotto la direzione artistica di Ivan Mazzacani. Negli ultimi anni ha approfondito
lo studio del flamenco applicato alla batteria, e lo studio del cajon, strumento
a percussione usato proprio in questo genere musicale ma ancora limitatamente
diffuso nel panorama italiano.