Chi è veramente Walter Marocchi?

Biografia a cura di Edit List Spy Division



Walter Marocchi nasce a Milano il 18 dicembre 1976, ma in tenera età si trasferisce a Rho, pochi chilometri a nord-ovest dal capoluogo.
Durante l'infanzia le sue attività principali sono leggere e scrivere fumetti, guardare la TV e collezionare volanti di automobili che poi fingerà di guidare.
Le passioni più forti e durature, che porterà avanti spesso parallelamente negli anni successivi, sono comunque la musica ed il cinema.

Secondo le cronache gli esordi alla chitarra avvengono durante la prima adolescenza ma in realtà Walter entra in contatto con questo strumento in tenera età, spinto da un maestro piuttosto singolare, chitarrista per hobby e clown in un circo per professione; è lui ad instradare il giovane, intenzionato a diventare batterista, alla sei corde, permettendogli di trovare una nuova e più potente via d'uscita per le proprie emozioni. Purtroppo non conosciamo né il nome né il volto di questo personaggio, dato che lavorava sotto uno spesso strato di cerone: l'immagine a fianco è l'unica testimonianza che ci ha lasciato.

Durante il liceo fonda la sua prima band, i CAMM, insieme al guru e chitarrista Marcello Merlo.
La passione per le arti visive non si è però estinta, e dopo aver conseguito il diploma in lingue straniere si iscrive al Centro di Formazione Professionale per le tecniche cinetelevisive di Milano, affascinato dall'arte del montaggio, una strada valida ma molto rischiosa professionalmente. La prima lezione alla scuola di cinema verte infatti sul tema "La fine della figura del montatore nell'era delle tecnologie digitali".
Per fortuna, la gran parte delle teorie scolastiche tese a sminuire la figura dell'editor si rivelerà fallimentare.

Tra il '96 e il '97, dopo lo scioglimento dei CAMM, entra per la prima volta in uno studio di registrazione ed incide Demotivazione , un demo di quattro brani strumentali da lui composti e suonati, nati in gran parte dalle esperienze umane e musicali degli anni precedenti.
Dopo aver militato brevemente in una formazione unplugged entra a far parte degli Anacondia, gruppo attivo da più di un anno ma rimasto orfano di chitarrista e bassista. Con il vocalist Gabriele Ramilli, il tastierista Andrea Canonico e il batterista Antonio Sergi (a cui si aggiungerà nel 2000 il bassista Vincenzo Valerio), sposterà la direzione musicale del gruppo dal "rock sintetico" degli esordi verso un rock progressivo duro e grintoso, che non disdegna puntate nel folk e nel dark. Ancora oggi, a più di quindici anni dagli esordi e dopo diverse esperienze live, il sound della band è in perenne evoluzione.

Nel 1998 consegue il diploma in tecniche del montaggio e si avvicina alle tecnologie digitali. Per diverso tempo il lavoro lo assorbe a tempo pieno, ma gli permette anche di conoscere tutto ciò che c'è da conoscere sulla produzione e post-produzione video e cinematografica, oltre che di crearsi un modesto stile come montatore. Durante la sua permanenza nella casa di produzione milanese Groucho Film lavora a spot pubblicitari, videoclip, fiction e cortometraggi.
Entra nuovamente in studio di registrazione con l'ambizioso progetto di reinterpretare in chiave rock la colonna sonora della trilogia di Star Wars, ma il lavoro è destinato a rimanere incompiuto, e di quelle registrazioni sopravvivono soltanto alcuni premix.

Nel 2000 WM dà vita ai Cerchio Zero, cover-band che include Carlo Massironi, Vincenzo Valerio e Antonio Gargano; alla base di questo progetto c'è soprattutto l'esigenza di suonare dal vivo, oltre che di approfondire e perfezionare il proprio vocabolario blues.
Il repertorio infatti varia dal blues al rock d'autore, e nei suoi quattro anni di vita il gruppo anima spesso serate “open stage” nelle quali vengono coinvolti numerosi amici musicisti.

Nel frattempo l'attività di montatore prosegue, e nel 2002 Walter sceglie la strada della libera professione. Una scelta che lo porterà a prestare il suo occhio, tra gli altri, sia ad artisti ben noti come Celentano, Jovanotti, Mercanti di Liquore, sia a musicisti border-line o esordienti come Crummy Stuff, The Styles, Club 27, gli stessi Anacondia. Moltissimi sono anche i lavori in campo pubblicitario e documentaristico.

La svolta professionale è sottolineata anche dalla realizzazione, nella veste di polistrumentista e per la prima volta di produttore, dell'album The Bedroom Sessions , del duo Art of Logging: un side-project nel quale WM si confronta per la prima volta con la musica elettronica. E' un lavoro che trae ispirazione proprio dal mondo della post-produzione video, ma anche dal particolare momento che il nostro, in procinto di trasferirsi dalla provincia a Milano, sta attraversando. Loop, campionamenti, effettistica, strumentazione vintage, ed un rap cantato da un Macintosh: il potenziale dell'album è talmente rivoluzionario che molte etichette discografiche ricevono pressioni dall'alto per impedirne la distribuzione.

Il passo successivo è la preparazione di un progetto musicale di ampio respiro, che soltanto alcuni anni dopo si consoliderà in Mala Hierba. Brani ancora una volta interamente strumentali, ma nei quali si avverte una propensione maggiore alla ricerca ed alla contaminazione con stili finora inesplorati, a cui si aggiunge la sfida di portare la chitarra su un terreno inedito, a volte spiazzante. Dopo aver inciso alcuni provini, WM lavora per un anno in trio con Alberto Viganò al basso a 8 corde e l'argentino Norberto Quillan alle percussioni, ma i pressanti impegni professionali dei suoi nuovi collaboratori rendono impossibile portare avanti la band.

Nel 2005 gli Anacondia pubblicano il loro primo full-length autoprodotto, dal titolo Due Mondi; si tratta di una raccolta di tutto il materiale inciso dal gruppo fino ad allora che riceve notevoli consensi di critica. Il pubblico che se lo lasciò sfuggire ai tempi sappia che oggi è introvabile.

Dopo una serie di eventi e cambi di line-up che avrebbero polverizzato persino band planetarie come Earth, Wind & Fire e Jefferson Starship, nel 2007 Mala Hierba si consolida in un quartetto con il pianista Fabrizio Mocata, il bassista Carlo Ferrara ed il batterista Stefano Lazzari. Le differenti provenienze artistiche dei nuovi compagni di viaggio accentuano le “impollinazioni” musicali del gruppo, ed il risultato è un'imprevedibile mescolanza di jazz, rock, tango argentino, musica etnica e molto altro ancora; una miscela meticcia che raggiunge il suo apice espressivo nella dimensione live.

Ma avere a che fare con jazz e tango non significa chiudere le porte ad altre esperienze, o a generi stupidamente considerati “minori”. Nel 2006 Walter incide l'EP Walls con il gruppo "improvvisato" A Different Porosity: una scappatella dalle parti del power-punk-rock insieme agli imbianchini professionisti Marco Testaferro e Stefano “Stukko” Casabianca, con testi che affrontano il non facile tema della verniciatura e tinteggiatura residenziale.

Nel 2008, a sorpresa, viene pubblicato il secondo lavoro firmato Art Of Logging. Heavy Machinery si distingue dal predecessore per l'allontanamento dalla dimensione lo-fi in favore di più spiccate attitudini dance, con riferimenti al big-beat, al nu-jazz e persino all'hip-hop, ed è un notevole passo avanti per la cura dei suoni e l'impegno produttivo.

Nel 2009, dopo due anni passati a farsi le ossa dal vivo in ogni contesto disponibile a offrire un pasto caldo, i Mala Hierba fanno uscire il loro primo lavoro, interamente scritto, arrangiato e prodotto dal nostro: Impollinazioni nel giro di alcuni mesi si fa timidamente notare aggiudicandosi al M.E.I. il Premio Toast come Miglior Album Strumentale Italiano dell'anno, ricevendo inoltre una segnalazione come nuova rivelazione indie-rock e una nomination ai Progawards come Best Debut Album, segni evidenti che la critica è stordita dall'eterogeneità del disco e non sa che pesci pigliare.

Attualmente WM vive in un quartiere popolare di Milano. Continua ad occuparsi di montaggio video, e tra le altre esperienze da segnalare figurano colonne sonore per cortometraggi e documentari e collaborazioni con riviste musicali.


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